Progetto "San Gennà miettece 'a mana toja"

Valorizzazione e innovazione del Museo del Tesoro di San Gennaro

D’Uva S.r.l. è beneficiaria di un finanziamento nell’ambito del Programma Regionale Campania FESR 2021-2027, finalizzato al rafforzamento della competitività, innovazione e digitalizzazione delle imprese culturali e creative.

Descrizione del progetto

Il progetto è dedicato alla valorizzazione del Museo del Tesoro di San Gennaro, attrattore culturale di rilevanza storico-artistica, attraverso un piano integrato di interventi tecnologici, infrastrutturali e digitali. L’iniziativa nasce in risposta al crescente afflusso di visitatori e alla necessità di offrire un’esperienza di fruizione sempre più accessibile, immersiva e inclusiva, in linea con l’evoluzione dei modelli di fruizione culturale contemporanei.

OBIETTIVI

Il progetto si pone i seguenti obiettivi strategici:

  • migliorare la qualità complessiva dell’esperienza di visita; aumentare l’accessibilità fisica, sensoriale e digitale del patrimonio;
  • rafforzare l’inclusività per tutte le categorie di pubblico;
  • promuovere l’innovazione nei servizi culturali attraverso l’adozione di tecnologie avanzate;
  • incrementare l’attrattività turistica e la competitività del sito a livello nazionale e internazionale.

INTERVENTI PREVISTI
Il progetto prevede la realizzazione di un insieme coordinato di azioni, tra cui:

  • Potenziamento dei servizi di visita
    ampliamento della dotazione di audioguide e strumenti multimediali per migliorare la capacità di accoglienza e la qualità dell’esperienza individuale;
  • Innovazione tecnologica e digitale
    sviluppo e integrazione di piattaforme digitali evolute, inclusi sistemi basati su intelligenza artificiale, soluzioni di data analysis e strumenti di interazione avanzata con il pubblico;
  • Digitalizzazione e fruizione dei contenuti
    realizzazione di contenuti digitali, virtual tour e ambienti immersivi, finalizzati ad ampliare le modalità di accesso al patrimonio culturale;
  • Accessibilità e inclusione
    introduzione di strumenti e supporti dedicati a visitatori con disabilità sensoriali e motorie (audiodescrizioni, modelli tattili, contenuti multilingua), per garantire un’esperienza equa e partecipativa;
  • Sviluppo della presenza digitale e commerciale
    restyling del sito web e implementazione di una piattaforma integrata per la promozione e la vendita di servizi, contenuti editoriali e prodotti legati al patrimonio culturale;
  • Efficientamento e gestione innovativa degli spazi
    adozione di soluzioni tecnologiche avanzate per migliorare la gestione degli ambienti museali e ottimizzare i processi operativi.

RISULTATI ATTESI
L’attuazione del progetto consentirà di conseguire risultati significativi, tra cui:

  • aumento della capacità ricettiva e miglior gestione dei flussi di visitatori;
  • miglioramento dell’esperienza di visita in termini di qualità, interattività e coinvolgimento;
  • maggiore accessibilità e inclusività del patrimonio culturale;
  • rafforzamento della presenza digitale e ampliamento del pubblico, anche internazionale;
  • riduzione dell’impatto ambientale e ottimizzazione dei consumi;
  • consolidamento del ruolo del Museo del Tesoro di San Gennaro come modello innovativo di valorizzazione culturale.

Il progetto rappresenta un esempio concreto di integrazione tra patrimonio culturale, innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile, contribuendo alla crescita del sistema culturale e turistico regionale.

Iniziativa finanziata con risorse del PR Campania FESR 2021-2027 – Asse prioritario 1, RSO1.3, Azione 1.3.1 – Avviso pubblico per il sostegno allo sviluppo delle imprese culturali e creative

“Per grazia ricevuta”: un’iniziativa per la competitività turistica e la valorizzazione culturale

La mostra “Per grazia ricevuta” si inserisce in un progetto presentato da D’Uva s.r.l. a valere sull’Avviso pubblico della Regione Campania per il finanziamento di Azioni diffuse per la competitività regionale sul mercato turistico nazionale e internazionale, ammesso a finanziamento con D.D. n. 34 del 06/10/2025 – CUP B68J24002080001.

Il progetto ha avuto come fulcro il Tesoro di San Gennaro, luogo simbolo della storia, della devozione e dell’identità di Napoli, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento nei circuiti turistici nazionali e internazionali attraverso un’iniziativa culturale di forte impatto.

La mostra ha rappresentato uno strumento strategico di valorizzazione, capace di mettere in dialogo la tradizione secolare del Tesoro con i linguaggi dell’arte contemporanea, ampliando la narrazione del patrimonio custodito e offrendo al pubblico nuove chiavi di lettura. L’intervento si è inserito in una più ampia strategia di promozione e comunicazione volta a rendere il Museo sempre più attrattivo e competitivo nel panorama culturale regionale.

Finalità

Il progetto è stato concepito per:

  • incrementare l’attrattività del sito culturale attraverso un’esposizione tematica di rilievo;
  • ampliare e diversificare i pubblici, intercettando flussi turistici nazionali e internazionali;
  • rafforzare l’integrazione tra offerta museale e sistema turistico territoriale;
  • contribuire alla destagionalizzazione delle visite e all’aumento della permanenza media dei visitatori.

Risultati attesi

Tra i risultati attesi figurano:

  • un incremento dei flussi di visita e della visibilità del Museo sui mercati di riferimento;
  • il consolidamento dell’immagine del Tesoro di San Gennaro come polo culturale di eccellenza;
  • il potenziamento delle attività di comunicazione e promozione integrata;
  • il rafforzamento delle reti di collaborazione tra soggetti pubblici e privati impegnati nella valorizzazione del patrimonio.

Risultati raggiunti

Oltre agli obiettivi programmati, il progetto ha generato ricadute significative in termini di:

  • valorizzazione dell’identità culturale e devozionale del sito;
  • maggiore connessione tra patrimonio storico, produzione culturale contemporanea e pubblico;
  • rafforzamento del ruolo del Museo come motore di sviluppo culturale e turistico per la città e per la Regione.

L’iniziativa conferma il patrimonio culturale quale leva strategica per la competitività territoriale, in coerenza con le politiche regionali di sostegno allo sviluppo turistico e alla promozione integrata della Campania.

Il sangue di San Gennaro è uno dei misteri più affascinanti e antichi della cristianità, un fenomeno che si ripete a Napoli e che attrae fedeli e curiosi da ogni parte del mondo. Lo scioglimento del sangue di San Gennaro è un evento che fonde fede, storia e devozione popolare, trasformando il rito in un momento cruciale per la città partenopea.

La storia del sangue di San Gennaro

La storia del sangue di San Gennaro affonda le sue radici nei primi secoli del cristianesimo. San Gennaro, patrono di Napoli, fu vescovo di Benevento e morì martire durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano, intorno al 305 d.C., presso la Solfatara di Pozzuoli.

Secondo la tradizione, poco dopo il martirio, una donna di nome Eusebia raccolse in due ampolle parte del sangue del Santo. Le ampolle furono conservate e venerate. La prima testimonianza storica del miracolo risale al 1389, quando il sangue di San Gennaro si sciolse per la prima volta durante una processione. Da allora, lo scioglimento del sangue di San Gennaro è diventato un appuntamento fisso, un segno di protezione e benevolenza per la città.

Dove si trova l’ampolla con il sangue di San Gennaro

L’ampolla contenente il sangue di San Gennaro si trova a Napoli, custodita all’interno di una teca nella Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, adiacente al Duomo. È qui che avviene il rito pubblico, con l’ampolla esposta sull’altare.

Quando si scioglie il sangue di San Gennaro: le date del miracolo

Il fenomeno dello scioglimento del sangue di San Gennaro si ripete in tre date specifiche durante l’anno, che celebrano momenti significativi legati al Santo e alla città:

  1. Sabato che precede la prima domenica di maggio: Commemora la traslazione delle reliquie del corpo di San Gennaro da Pozzuoli alle Catacombe di Capodimonte.
  2. 19 settembre: Giorno della festa liturgica e anniversario del martirio del Santo. Questa è considerata la celebrazione principale.
  3. 16 dicembre: Anniversario dello scampato pericolo per Napoli dall’eruzione del Vesuvio del 1631, attribuito all’intercessione del Santo.

In queste date, i fedeli si riuniscono in preghiera per invocare il miracolo e vedere il sangue di San Gennaro sciolto, un evento interpretato come un buon auspicio.

Perché si scioglie il sangue di San Gennaro? Il significato del fenomeno

Per i fedeli, lo scioglimento del sangue di San Gennaro ha un significato puramente religioso: è un miracolo, un segno della continua presenza e protezione del patrono sulla città. Il passaggio dallo stato solido a quello liquido è un momento di profonda fede e gioia.

Per la scienza, il fenomeno non ha ancora una spiegazione univoca e accettata da tutti. Sono state avanzate ipotesi scientifiche che spaziano dalla tissotropia (un fluido che cambia viscosità se agitato) a composti chimici che simulano tale comportamento, ma nessuna è stata definitivamente provata o accettata dalla comunità religiosa.

Cosa succede se il sangue non si scioglie? Tradizioni e credenze popolari

Se il sangue di San Gennaro non si scioglie, per la tradizione napoletana è un evento funesto, un presagio di sventura o calamità per la città. Storicamente, i periodi in cui il miracolo è mancato sono stati spesso associati a guerre, epidemie o disastri naturali. Questa credenza alimenta la trepidazione e l’intensità della preghiera durante le celebrazioni.

Come assistere al miracolo del sangue di San Gennaro a Napoli

Per assistere al rito e sperare di vedere il sangue di San Gennaro sciolto, è necessario recarsi a Napoli nel Duomo, in particolare nella Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, nelle date sopra menzionate. Le celebrazioni sono molto affollate; per trovare posto, è consigliabile arrivare con largo anticipo e seguire le indicazioni fornite dalla Curia e dai responsabili della Cappella. La fede e la speranza dei napoletani in attesa del miracolo creano un’atmosfera unica e indimenticabile.

Vuoi scoprire di più sul Tesoro di San Gennaro?

Napoli, la vibrante capitale del Sud, è un museo a cielo aperto, un crocevia di storia, arte e folklore che aspetta solo di essere esplorato. Dalle maestose piazze ai vicoli nascosti, preparati per un tour autentico della città.

Cosa vedere assolutamente a Napoli

Il cuore pulsante di Napoli è il suo centro storico, patrimonio UNESCO.

La prima tappa è l’iconica Piazza del Plebiscito, circondata dalla solenne Basilica di San Francesco di Paola e dal maestoso Palazzo Reale di Napoli, da visitare per ammirare gli sfarzosi interni e la Sala del Trono.

Poco distante, non perdere una passeggiata in Via Toledo e nella elegante Galleria Umberto I.

Imperdibile è il Duomo di Napoli, dove è custodito il Tesoro di San Gennaro e l’ampolla del sangue del santo patrono. Nelle vicinanze, immergiti nell’atmosfera unica di Spaccanapoli e visita la Cappella Sansevero per ammirare il suggestivo Cristo Velato.

Cosa vedere a Napoli fuori dai percorsi turistici

Napoli nasconde angoli meno noti ma di grande fascino.

Per una prospettiva diversa, esplora le Rampe del Petraio (nel quartiere Vomero), un sistema di scalinate e vicoli che offre scorci panoramici mozzafiato, lontani dal caos cittadino e circondati da eleganti ville Liberty. Un altro gioiello è il Palazzo Mannajuolo nel quartiere Chiaia, uno dei massimi esempi di architettura Liberty con la sua celebre scala ellissoidale.

Cose particolari da vedere a Napoli

Per un’esperienza davvero unica:

  • Napoli Sotterranea o la Galleria Borbonica: scopri un mondo nascosto fatto di cunicoli, acquedotti e rifugi antiaerei.
  • Le Stazioni metropolitane: la Linea 1 (Metro dell’Arte) è un vero museo sotterraneo. La più famosa è la stazione Toledo, ma meritano anche quelle di Dante, Materdei e Università.
  • Il Cimitero delle Fontanelle (nel rione Sanità), un ex ossario suggestivo legato al culto delle “anime pezzentelle”.

Cosa vedere a Napoli in un giorno (Itinerario a piedi)

Se hai solo 24 ore, concentrati sul centro storico:

  1. Inizia con una tipica colazione napoletana (sfogliatella o babà) in una pasticceria di Spaccanapoli.
  2. Visita il Duomo di Napoli e il Tesoro di San Gennaro.
  3. Ammira il Cristo Velato alla Cappella Sansevero.
  4. Pranza con la vera pizza Napoletana in una delle storiche pizzerie.
  5. Passeggia lungo Via Toledo fino a Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale.
  6. Concludi con un giro al Castel dell’Ovo sul lungomare, ideale al tramonto.

Cosa vedere a Napoli in 3 giorni (10 cose da vedere a Napoli in 3 giorni)

Con tre giorni, puoi assaporare la città con più calma:

Giorno 1: Storia e Arte (Centro)

  • Duomo e Tesoro di San Gennaro
  • Spaccanapoli e Via San Gregorio Armeno (la via dei presepi)
  • Cappella Sansevero (Cristo Velato)
  • Napoli Sotterranea.

Giorno 2: Monumenti e Panorama (Monumentale e Mare)

  • Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale
  • Teatro San Carlo e Galleria Umberto I
  • Castel Nuovo (Maschio Angioino)
  • Passeggiata sul Lungomare Caracciolo fino al Castel dell’Ovo.

Giorno 3: La Napoli “particolare” e i Musei

  • Stazione Toledo e altre Metro dell’Arte.
  • Museo Archeologico Nazionale (MANNA) o Museo di Capodimonte.
  • Esplorazione del quartiere Chiaia, includendo il Palazzo Mannajuolo o le Rampe del Petraio per una vista indimenticabile.

Napoli è un luogo dove l’arte, la storia e il quotidiano si fondono in un’esperienza indimenticabile. Non ti resta che partire!

Mulino Caputo sostiene l’intervento conservativo di 30 opere 
della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro

La Scuola di Restauro di Botticino si prenderà cura del grande patrimonio legato al Santo Patrono della città di Napoli con un intervento sui metalli e sui dipinti

Un cantiere aperto al pubblico per vivere un’esperienza speciale e coinvolgente

Dal 18 settembre 2025, la Deputazione della Cappella di San Gennaro e il Museo del Tesoro di San Gennaro, in collaborazione con D’Uva, hanno lanciato un importante progetto di restauro e valorizzazione. Questo intervento, sostenuto da Mulino Caputo e realizzato da Valore Italia, coinvolgerà trenta opere preziose custodite nella Cappella e nel Museo, tra cui dipinti, busti e oggetti di inestimabile valore storico, artistico e devozionale. L’obiettivo è preservare un’eredità unica e riaffermare l’importanza della tutela del patrimonio culturale.

Il progetto è stato presentato alla stampa in occasione delle celebrazioni dedicate a San Gennaro. Al tavolo dei relatori erano presenti importanti figure del mondo della cultura e dell’arte, tra cui Mons. Vincenzo De Gregorio, Abate Prelato della Cappella, Francesca Ummarino, direttrice del Museo, e Riccardo Carafa d’Andria, Vicepresidente della Deputazione. Hanno partecipato anche Rosalia D’Apice, Soprintendente ABAP, Elena Fontanella direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e rappresentanti delle aziende partner come Ilaria D’Uva, Antimo Caputo e Giovanni Lombardi.

Una delle peculiarità dell’iniziativa è che parte del restauro sarà un cantiere aperto all’interno del Museo del Tesoro di San Gennaro, offrendo ai visitatori un’esperienza coinvolgente e la possibilità di osservare da vicino il lavoro dei restauratori, tra cui Valentina Verzoni (per i dipinti) e Stefano Lanuti (per le opere in metallo). L’intero processo sarà documentato sui canali social dei partner.

La soprintendente Rosalia D’Apice ha sottolineato la virtuosità della collaborazione, mentre Elena Fontanella, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, ha evidenziato come la futura esposizione del Tesoro a Madrid abbia favorito questo restauro. Antimo Caputo di Mulino Caputo ha espresso l’orgoglio dell’azienda nel contribuire alla valorizzazione di queste opere, e Giovanni Lombardi di Valore Italia ha parlato del restauro come “un gesto civico e collettivo” che genera valore nel tempo. Ilaria D’Uva ha concluso ringraziando tutti i partner per la loro sinergia. Il comunicato ricorda che Mulino Caputo ha già sostenuto altri progetti culturali, come il Premio Caputo, dedicato ai giovani artisti.

Scopri di più sul Tesoro di San Gennaro

VISIONI CONTEMPORANEE DELL’EX-VOTO

dal 12 aprile al 30 settembre 2025

Dopo il successo milanese, la mostra Per Grazia Ricevuta arriva a Napoli, nella suggestiva cornice della Cappella e del Museo del Tesoro di San Gennaro. Curata da Alberto Mattia Martini e prodotta da D’Uva, l’esposizione presenta oltre 120 opere di artisti contemporanei – tra cui Paladino, Pistoletto, Jodice, Biasiucci, Mitoraj e Yves Klein – offrendo uno sguardo inedito sul tema dell’ex voto.
Un percorso tra fede e arte, tradizione e linguaggi contemporanei, che invita a riflettere su gratitudine, miracolo, sopravvivenza e rinascita.

Grande protagonista della mostra è il celebre monocromo blu di Yves Klein donato dall’artista francese nel 1958 al monastero di Santa Rita da Cascia in segno di devozione, qui eccezionalmente esposto nella Sacrestia della Cappella del Tesoro di San Gennaro dove sono custoditi i dipinti di Luca Giordano.

Prodotta da D’Uva, l’esposizione si propone di esplorare e reinterpretare l’antico tema degli ex voto – testimoni tangibili di fede, gratitudine, miracolo e sopravvivenza – attraverso lo sguardo di 120 artisti, tra cui Mimmo Jodice, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Antonio Biasiucci, Giulia Piscitelli, Roxy in the Box, Igor Mitoraj e altri prestigiosi autori della scena contemporanea.

Nella mostra, la tradizione antica si fonde con nuovi linguaggi e forme espressive contemporanee. L’oggetto votivo, da materia, si fa emblema del rapporto con altre dimensioni e affronta questioni delicate come la malattia, la morte, la rinascita: un simbolo che diviene mezzo per esprimere emozioni universali o narrazioni individuali.

Alberto Mattia Martini

In “Per Grazia Ricevuta”, gli artisti attraverso vari medium e approcci artistici differenti, spaziando dalla pittura alla scultura, esplorano il concetto in un contesto attuale, rivisitando e reinterpretando il significato e l’estetica di questo genere iconografico. 

La visita alla mostra temporanea è inclusa nel biglietto di ingresso del Tesoro. [Puoi acquistare online il biglietto o direttamente in biglietteria]

La prenotazione è consigliata al fine di evitare di non trovare posto nell’immediato

Un’importante iniziativa nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha portato a termine con successo il “Progetto per la transizione digitale degli organismi culturali e creativi”. L’obiettivo? Sviluppare strumenti di fruizione digitale all’avanguardia per rendere il nostro patrimonio culturale ancora più accessibile e affascinante.

Il progetto è stato finanziato tramite l’Avviso Pubblico del Decreto Direttoriale n. 385 del 19 ottobre 2022 (PNRR – Missione 1, Componente 3, Investimento 3.3, Sub-investimento 3.3.2), che ha previsto l’erogazione di contributi a fondo perduto per sostenere l’innovazione e la transizione digitale di micro e piccole imprese, enti del Terzo Settore e organizzazioni profit e non profit operanti nel settore culturale e creativo.

I risultati sono già tangibili in alcuni dei luoghi simbolo d’Italia, dove le attività finanziate stanno contribuendo a valorizzare il patrimonio culturale, migliorandone l’accessibilità e la fruizione attraverso strumenti e soluzioni digitali.

Obiettivi e Interventi Realizzati

L’iniziativa si è focalizzata su una duplice missione: arricchire l’esperienza di visita e potenziare la presenza online dei siti coinvolti. Tra gli obiettivi principali c’erano lo sviluppo di audioguide, la creazione di opere video artistiche e la promozione attraverso canali digitali.

Ecco un riassunto degli interventi chiave che hanno preso vita:

  • Nuove Audioguide e Ottimizzazione Web: Sono stati progettati e redatti i testi per l’audioguida del Tesoro di San Gennaro che sono stati ottimizzati con logiche SEO per migliorare la loro visibilità online. 
  • L’Arte della Danza Incontra la Storia: Un intervento unico è stata la realizzazione di opere video che fondono performance di danza contemporanea con l’immensa bellezza del nostro museo. Un modo innovativo per raccontare e vivere lo spazio museale.
  • Identità e Promozione Digitale: È stato definito un Concept unitario per il racconto, della nostra identità, affiancata da Linee Guida di immagine e grafica (logo, coordinato, identity) per garantire un impatto comunicativo coerente. La promozione è stata amplificata tramite eventi web e una comunicazione mirata sui social media.

Questo progetto dimostra come l’innovazione digitale possa diventare un potente alleato nella valorizzazione del nostro inestimabile patrimonio. 

Arriva anche a Napoli “L’arte della Felicità – 6 emozioni per pianoforte”,  il talk-spettacolo del pianista, compositore e direttore d’orchestra Antonio Fresa, autore della colonna sonora originale del film in animazione diretto da Alessandro Rak e dell’omonima docuserie andata in onda su Rai 3, L’arte della Felicità.

Appuntamento venerdì 13 dicembre alle ore 20.30 presso il Teatro Trianon Viviani  di Napoli per uno spettacolo di musica, filosofia, antropologia e immagini.

L’ARTE DELLA FELICITÀ: 6 EMOZIONI PER PIANOFORTE

Pianista, compositore e direttore d’orchestra ANTONIO FRESA Teatro Trianon Viviani, Napoli – Venerdì, 13 dicembre 2024
Ore 20:30

Unitevi a noi per vivere una serata unica: il concerto di Antonio Fresa, un’immersione emozionante, musicale e filosofica che esplora la complessità dell’animo umano attraverso l’immediatezza delle nostre emozioni.

Lasciatevi trasportare in un viaggio musicale: 6 emozioni – Amore, Rabbia, Orgoglio, Felicità, Paura e Tristezza – raccontate attraverso la magia della musica e il potere delle parole.

Durante il concerto, risuoneranno due brani evocativi legati al Tesoro di San Gennaro, ’O Rre scugnizzo e Bonasera Regina, che fanno parte delle 12 composizioni originali  prodotte  da Antonio Fresa per l’audioguida del Tesoro di San Gennaro, integrandosi come potente colonna sonora trainante.

L’evento vedrà la partecipazione di Raiz, uno dei grandi artisti napoletani coinvolti nel progetto della colonna sonora realizzata per il Tesoro di San Gennaro.

Sabato 26 ottobre 2024 apre al Museo del Tesoro di San Gennaro di Napoli la mostra di Giulia Piscitelli Una Nuvola Come Tappeto visitabile fino al 25 gennaio 2025.

L’esposizione è allestita lungo l’intero percorso museale. Dalla Cappella barocca attraversando le Sacrestie e proseguendo nelle sale del museo dove sono custoditi i preziosi doni offerti nei secoli a San Gennaro, la mostra propone tre gruppi di lavori insieme ad un omaggio al Santo Patrono che rivelano prospettive comuni: l’incontro tra il reale e il divino, quello tra tradizione e contemporaneità, infine tra passato e presente, ma anche l’espressione artistica intesa come messaggio di riflessione sociale e politica tanto più urgente e necessaria in un momento storico di scontri tra popoli, culture e religioni come il nostro.

Accompagna la mostra il catalogo pubblicato da D’Uva in italiano e inglese, introdotto da un testo di Erri De Luca ripreso dal suo libro Una Nuvola Come Tappeto (Feltrinelli, 1991), cui sono ispirati il titolo dell’esposizione e uno dei lavori presentati. La pubblicazione raccoglie l’intervento dello storico e critico d’arte Stefano Chiodi, insieme ai testi di Mons. Vincenzo De Gregorio Abate della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro e Francesca Ummarino direttrice del Museo del Tesoro di San Gennaro, corredato dalle fotografie di Amedeo Benestante. Si ringrazia la Galleria Fonti di Napoli.

«L’esposizione che il museo del Tesoro accoglie ci riporta ai gesti che esprimono una fede. Dall’antico Israele è l’inchino che viene fatto alla Torah, il rotolo della Legge mosaica. Dal Cristianesimo delle origini sono le braccia aperte in gesto confidente filiale verso il Padre. Dall’Islamismo la prostrazione che piega la fronte fino al suolo per essere “muslim” – sottomesso – all’onnipotenza di Allah. L’arte di ogni tempo interpreta e comunica con il linguaggio dell’immaginazione, colori e forme per esprimere l’inesprimibile dell’oltre», Mons. Vincenzo De Gregorio Abate della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro.

L’installazione Una Nuvola Come Tappeto accoglie il visitatore a partire dalla Real Cappella e consiste in 21 inginocchiatoi cattolici, arredi lignei liturgici allestiti lungo l’intero percorso di visita come “filo conduttore” dell’esposizione. Realizzati sul modello di un inginocchiatoio presente nel Duomo di Napoli, sono interamente rivestiti da coloratissimi tessuti di tappeti per la preghiera musulmana. Il titolo dell’opera è tratto dal testo di Erri De Luca, che traduce dallebraico il versetto 39 del Salmo 105 «dove si canta Dio che guida gli Ebrei nel deserto». Un lavoro che unisce le tre religioni monoteiste in un’unica opera, un singolo oggetto appartenente alla tradizione religiosa, che oggi arriva per la prima volta in Italia, precedentemente presentato al Kunstmuseum di Lucerna nel 2019.

Nella Sacrestia al centro della sala è esposto il secondo lavoro dal titolo Planeta (220 x 180(x2) cm). Realizzata con tessuto kevlar in colore giallo oro, ricavato da un giubbotto antiproiettile, l’opera è composta da oltre cento pezzi cuciti insieme che definiscono una forma ellittica con un esplicito riferimento alla veste liturgica di una planeta sacerdotale.

L’oro torna nuovamente nel lavoro delle aureole sulle mappe che l’artista definisce «campi ecologici (eco-field) dell’animo», frutto di una ricerca sulla connessione tra terra e cielo, tra reale e divino. La proporzione reale è fornita dalle scale di riduzione delle carte geografiche usate come supporto dell’opera, mentre la proporzione divina è fornita dalle scale di riduzione stabilite dall’artista, di opere d’arte storiche scelte per le mappe selezionate. L’artista riproduce sulle mappe soltanto le aureole delle figure rappresentate nelle opere antiche, realizzando dei cerchi con la tecnica della foglia oro come le originali, sovrapponendole alle carte geografiche. Così i protagonisti delle opere di Giulia Piscitelli vengono rappresentati nell’assenza dei loro corpi, nella loro condizione aurea. Ma ancora, la posizione dei cerchi d’oro, potrebbe ricordare le postazioni di un attacco militare, o all’inverso, anche un paesaggio pieno di risorse ancora da esplorare. L’aureola è un elemento iconografico utilizzato da tempo remoto, e non soltanto nella storia cristiana, come dimostrato dallesempio proveniente dalla città di Palmira in Siria, con le tre divinità Baalshamin, Aglibol e Malakbel.

Il percorso della mostra termina con l’opera dal titolo Naso (1997-2024) esposta per la prima volta in assoluto: un “omaggio a San Gennaro” nel luogo a lui dedicato. Un naso realizzato in gesso dorato che svela un’antica leggenda e, nello stesso tempo, raffigura il naso stesso dell’artista in una versione modellata e ingrandita, derivata da un autoritratto realizzato dopo un doloroso incidente, una sorta di ex voto dedicato al Santo Patrono.

L’antica leggenda legata al busto marmoreo di San Gennaro, custodito nel convento dei Cappuccini di Pozzuoli, narra un atto vandalico dei corsari saraceni che, con un colpo di scimitarra, ne tagliarono il naso. I fedeli ordinarono a vari scultori un nuovo naso ma nessuno di quelli proposti riuscì ad attaccarsi al viso mutilo. Intanto, numerosi pescatori si trovarono più volte nelle reti un pezzo di marmo dalla forma strana che, scambiato per un semplice sasso veniva rigettato in mare. Fu uno di loro a riconoscere in quella pietra la forma di un naso e la portò in chiesa dove, secondo la leggenda, il sasso volò dalle mani del pescatore per tornare al suo posto originale.

«Sospese tra disincanto e istinto di rinnovamento, tra sacro e volgare, tra consumo e preservazione, le opere di Giulia Piscitelli scuotono la nostra pigrizia di spettatori: ci rammentano la cieca persistenza delle cose e l’illusione della durata. È il vecchio paradosso dell’arte: ci insegna a evadere e ci spiega che sfuggire è in ogni caso impossibile», sono le parole del critico d’arte Stefano Chiodi, dal testo del catalogo della mostra.

Una Nuvola Come Tappeto di Giulia Piscitelli al Museo del Tesoro di San Gennaro di Napoli sarà aperta al pubblico fino a sabato 25 gennaio 2025 e sarà visitabile negli orari di apertura del museo (il costo del biglietto del museo comprende l’ingresso alla mostra).


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